L'oscurantismo politico delle "caste" e delle corporazioni economico-governative sta gettando la società civile in un degrado e in un'apatia morale apparentemente senza speranza. La crisi è molto più profonda di come la si vuol far credere poiché mette in discussione i fondamenti stessi della sempre-meno-nostra civiltà: la giustizia, l'equità, la cultura ed il sistema educativo, i princìpi democratici costituzionali, il rispetto dell'ambiente e della vita stessa...

È da un'insopprimibile esigenza di rinnovamento e di verità più che dalla speranza che nasce in noi quella passione esplorativa e quella ricerca della conoscenza che può condurci ad un nuovo e più profondo radicamento dell'Uomo nel Tempo e nella Storia che gli appartiene.

Negli anni '60 l'insigne sociologo americano Paul Ray e la psicologa Sherry Anderson, giunsero a definire sulla "mappa psicografica" della popolazione americana, il profilo di un nuovo soggetto "sociostorico" che chiameranno cultural creatives, i creativi culturali. Un soggetto disincantato, ormai immunizzato ai retaggi delle grandi ideologie e delle religioni di stato, laico e mistico nel contempo, sensibile, informato, conviviale, ecologista, incline al salutismo, all'alimentazione biologica, consapevole della globalizzazione economica e culturale ma anche radicato nel proprio territorio, agente locale del cambiamento. Uno stile di vita più incline alla qualità che alla quantità, alla ricerca dell'autenticità delle proprie e delle altrui emozioni, orientato al contatto e al rispetto della Natura, alle tecnologie appropriate ed ecosostenibili, al recupero delle arti e dei mestieri storici e tradizionali.

Nel nostro vivere il bel territorio appenninico che ci ospita, negli anni, abbiamo imparato ad osservare e ad ascoltare chiunque reca la sua storia e la sua testimonianza. Nessuno di noi, per quanto talvolta criticabile, vien meno nel comporre quello splendido mosaico di umanità che siamo. Questo accade più facilmente - notiamo - quanto più la rete globalvernacolare degli individui abitanti in aree rurali diventa una sorta di famiglia estesa per prossimità relativa e per frequentazione, essendo la prossimità non così pressante e opprimente come nelle aree urbane e la frequentazione meno dispersiva e più conoscitiva. Ogni epoca storica ha in sé i semi del mondo futuro. Il processo storico a cui assistiamo è ciò che chiamiamo neoruralismo creativo culturale di cui la rete globalvernacolare è il soggetto creatore e portatore dei valori in cui noi tutti ci riconosciamo. L'homo novus è chiunque stia cercando di ricostruire la propria identità storica e sociale liberandosi dai troppi schemi precostituiti, pregiudizi ideologici e i retaggi della colonizzazione del pensiero. Questa è la nostra rivoluzione culturale.

TRA LEGGENDA E STORIA NELLA VALLE DEL RENO

La storia che scrivono i vincitori delle guerre non è che una piccola parte della Storia. Noi siamo sicuri che esistano ancora molti fatti accaduti che giacciono sepolti nel nostro inconscio collettivo, o in luoghi e archivi quasi dimenticati. Esistono ancora misteri e segreti da svelare. Essi si riveleranno a noi quanto più sarà onesta la nostra passione nel ricercare la verità.  Le nostre linee guida sono: l'indagine e la ricostruzione storica degli eventi più significativi che hanno interessato i territori che ci ospitano mediante la ricerca bibliografica e sul campo, l'esplorazione e la tutela ambientale del territorio, la promozione turistica dei nostri territori, la promozione dei talenti e delle microeconomielocali, la convivialità.

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